Presentata a:
2004
Fucine Tillanza 04 - Pistoia
Saturarte - Genova
La solitudine, la frammentarietà della vita si ritrova in Interior spaces. Citando le loro stesse parole: tutti noi siamo consapevoli dell’artificiosità e della frammentarietà di ogni aspetto della nostra vita. Il suo trascorrere è costituito da infiniti “scompartimenti” nei quali possiamo ritrovare una parte di noi stessi tramite “scatole” nelle quali archiviare ricordi, pensieri, emozioni di una vita che a volte ci isola. Spazi interiori costituiti da scatole di cartone che contengono piccoli oggetti, ricordi familiari e quotidiani, creano uno spazio spaesante e apatico. Pochi dettagli di un mondo diviso e inscatolato, un mondo solo, vuoto, sordo a qualsiasi sentimento. Scatole bianche percorse da conosciuti loghi commerciali sono trasformati in una sorta di depositi surreali di ricordi. Oggetti che testimoniano la quotidianità di entrambi i protagonisti; immagini che tramite scatti fotografici sono colte, fermate, inserite e ripetute in modo ossessivo all’interno della composizione. Uno spazio che contiene emozioni e ricordi inscatolati, poco percepibili anche ai due uomini- fantocci che lo abitano. Elementi fra gli elementi, uomini e oggetti divenuti volumi che occupano uno spazio fisico immobile, lontano, malinconico. L’effetto di spaesamento e malinconia dell’installazione è accentuato dal ruolo che lo spettatore inevitabilmente assume dall’esterno.Le pareti semitrasparenti delle scatole-spazio fanno percepire al visitatore il contenuto, ma non la vera “natura”di essi, il vero significato dell’opera. Spiando attraverso le apposite fessure create, si entra nello spazio e lo spettatore diventa complice, elemento passivo che guarda un mondo bloccato, fatto di ricordi non più raggiungibili.
- Barbara Vincenzi
Tutti noi siamo consapevoli dell'artificiosità e della frammentarietà di ogni aspetto della nostra vita. Il suo trascorrere è costituito da infiniti "scompartimenti" nei quali possiamo ritrovare una parte di noi stessi. Tante "scatole" nelle quali archiviare ricordi, pensieri, emozioni di una vita che a volte ci isola. La solitudine ci trasforma in feticci inanimati, protagonisti involontari di uno "spettacolo" che la platea attende di vedere.