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SPAMAPS
fotografia 2005

Spamaps

In questi dieci scatti fotografici ritorna prepotente il tema dominante che sempre accompagna le opere dei due fratelli Marco e Fabio Bartolozzi: l'individuo “svuotato” di se stesso appare sommerso dai messaggi mediatici risultando annullato della propria personalità.

I due artisti puntano il dito sulla quotidianità e ci invitano a riflettere sul nostro modo di vivere e sentire la realtà circostante.

Il nostro vissuto risulta essere sempre più appiattito, stereotipato e ripetitivo, svuotato di ogni componente individuale ed affettiva, riempito solo di messaggi, immagini e suoni che nulla lasciano all'immaginazione.

Come gli stessi artisti sottolineano: “si è sopraffatti da questo rumore incessante che continua fastidiosamente coprendo ogni traccia di pensiero e riflessione”.

L'uomo diventa elemento che fa parte di un “puzzle” che si chiama teatro della vita, dove però non si mette in scena l'atto della vita, ma si è solo parte della scenografia; gli unici protagonisti diventano i messaggi mediatici verbali e non-verbali che ci “bombardano” ricoprendo le nostre città e coprendo i nostri pensieri azioni emozioni.

L'uomo è ormai incapace di “sentire” i sapori della vita, di sentire il profumo delle stagioni e le proprie emozioni. Quest'ultime vengono soffocate all'interno, annullate dall'anonimato.

Svuotato e isolato soccombe al flusso continuo e incessante dei messaggi mediatici che ci circondano dandoci un senso di potere ma che in realtà ci opprimono sempre di più rendendoci sempre più incapaci di comunicare l'uno con l'altro e con se stessi.

Dirompenti sono i miliardi di messaggi che ci distolgono dall'attenzione, dall'osservazione della vita. Non c'è più tempo: tutto è pronto confezionato e digerito. S'infrangono le leggi del tempo e tutto diventa immediato. Non c'è più tempo e spazio né per l'immaginazione, né per la riflessione, la comprensione e l'espressione dei propri sentimenti. Ed ecco che l'uomo-involucro esiste solo come parte di un paesaggio urbano.

 

Stazioni metropolitane che non sono più luoghi dove si vivono le emozioni della partenza o del ritorno, ma luoghi anonimi invasi da cartelloni pubblicitari che “ci parlano” incessantemente di sesso, dieta, cellulari. Questi ultimi paradossalmente con le loro mille funzioni vengono meno alla loro funzione principale: comunicare. Stereotipi del mondo contemporaneo ci isolano ancora di più e poco lasciano alla vera comunicazione. Tutto è appiattito, tutto è rumore fastidioso che ci distoglie da noi stessi.

Come commentano Marco e Fabio “se capovolgiamo la parola spam otterremo maps; spamaps è stato scelto per la sua ridondanza che enfatizza, sovraccarica il significato implicito della serie fotografica; un rumore incessante come un ronzio che non termina, ma trova la sua continuità nel ripetersi”.

Ancora una volta una profonda riflessione sulla vita, sull'uomo e sul suo disagio interiore.

Barbara Vincenzi

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Spam / Maps: geografia di luoghi reali e situazioni impensabili, ma oggettivamente possibili.

Un fastidioso “rumore” di fondo che entra nella nostra vita modificando, anche in maniera inavvertibile, abitudini e comportamenti, un disturbo continuato che, ostacolando la possibilità di comunicare, crea alienazione.

Contestualizzare (maps) in maniera paradossale un disagio (spam), rende questo reale e tangibile: possiamo vedere il “click here” sui cartelli pubblicitari, sulle facciate dei palazzi, ovunque il nostro sguardo si fermi.

Se capovolgiamo la parola “spam” otterremo “maps”; infatti “spaMaps” è stato scelto per la sua ridondanza che enfatizza, sovraccarica, il significato implicito della serie fotografica: un rumore incessante, come un ronzio che non termina, ma trova la sua continuità nel ripetersi.

Marco&Fabio Bartolozzi

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